martedì 9 ottobre 2012

OPINIONE RECENSIONE SUI GARRETT: CHE INTENZIONI HANNO?

Più che una recensione, potrei dire che sono delle considerazioni
su quanto le Case costruttrici di Metal-Detector tengano per davvero
al nostro mondo di cercatori d'oro.
In particolare puntando il dito sulla GARRETT storica e blasonata
ditta americana.


Non prenderò in considerazione, come spesso faccio, gli aspetti meramente tecnico-elettronici.
Ritengo di poterne dare un contributo notevole, ma ritengo anche che questo Blog, come d'altronde i Forum, non siano nati con lo scopo di  divulgare il verbo del voltaggio allo stato puro.
Questi discorsi li possiamo fare su Blog o Forum specifici sull'elettronica.
Sarebbe come se in un Blog in cui si parla di Cultura, di poesia, di romanzi, si finisse per discutere su come è fatta la carta dei libri!

E premetto ancora che è questo mia opinione è frutto di personali esperienze, magari discutibili, ma è la mia opinione, e come tale rispettabile tanto
quanto le altre.
Quindi:
la Garrett produce da anni ed anni la loro punta di diamante, l'ACE-250.
Metal detector semplice, e tutto sommato economico.
Ma la Garrett vende anche e SOPRATTUTTO detector per la rilevazione di oggetti pericolosi, in aereoporti, ed in tutte le situazioni in cui è necessario filtrare con molta sicurezza, l'ingresso in determinati luoghi.
Vedi discoteche, scuole, uffici, etc...
Da noi in Italia il fenomeno è ancora piuttosto contenuto, ma negli USA non esistono scuole o Università, senza ingressi controllati da
porte metal-detector, e/o personale munito di quei piccoli metal-detector, targati Garrett, che spesso vediamo anche in televisione. 
Un business da miliardi di dollari all'anno!
Tanto lucroso da far passare in secondo, o forse anche terzo e quarto,
piano il mondo dei cercatori.
Le conseguenze le vediamo: gli ultimi modelli di metal-detector della Garrett hanno avuto problemi tecnici molto pesanti. Uno fra tutti l'AT-PRO.

E ne posso parlare con cognizione di causa, visto che l'ho avuto.
Questo metal, nato per spaziare in vari tipi di terreno, sin dall'inizio ha mostrato i suoi difetti strutturali.
Tanto da far tornare in assistenza praticamente quasi tutti i metal acquistati.
Un fatto grave per una Casa così importante. Ma non gravissimo se gestito in maniera adeguata.
In fondo, tanto per cambiare settore, anche le Volvo e le Mercedes hanno richiamato dei loro modelli, gestendo la situazione con grande proffesionalità, e non scontentando mai i loro clienti.
Qui no, la gestione della riparazione del metal difettoso è stata confusionaria, non definita. Non si è mai saputo a chi dover mandare questo benedetto strumento esattamente, ed ancora oggi, degli utenti stanno tribolando con metal che viaggiano in mezza Europa, senza la certezza di una riparazione adeguata.
Il difetto ci può stare, la scarsa o nulla attenzione dovuta al cliente no, questo è il fatto più inquietante della faccenda, in fondo.

Non mi dilungo su questa poblematica, già tanto discussa altrove.
Questa cosa, però, mi fa capire che delle Case costruttrici di metal, abbiano passato in secondo piano l'ideazione e la realizzazione di metal per cercatori, per impegnare tutte le loro forze, tutti loro capitali,
solo e solamente in altri settori, certamente più remunerativi e
meno di nicchia.
E' un dato di fatto.
Se andiamo bene ad  osservare, sono pochissime, ma davvero pochissime, le aziende che investono soldi ed impegno per l'ideazione di un metal all'avanguardia, o più semplicemente un nuovo modello.
I nuovi usciti, tolti uno o due, sono scarsi e non soddisfacenti per un pubblico di vecchi cercatori.
I nuovi cercatori, non potendo fare paragoni, si accontentano e spargono lodi sperticate, magari per aver trovato un ferro di cavallo a ben 15 centimetri!!!
Conclusione: questa mia osservazione vorrebbe essere uno sprone per quelle aziende che ancora ci tengono a sfornare metal-detector competitivi, magari proprio la Garrett, che fra i suoi modelli ha sicuramente degli ottimi metal.
Ma non credo mi leggeranno, e se lo faranno spero comprendano questa mia, che è non tanto una critica, ma una preghiera a non lasciare questa
nicchia di mercato.
O di prestargli ancora più attenzione. Una meritata attenzione.
Insomma, non vogliamo dei giocattolini, ma metal-detector all'avanguardia.
Chiediamo troppo?

Alla prossima.
                                      
                                  © 2012 by "Dino Conta"

domenica 7 ottobre 2012

RECENSIONE: DIFFERENZA FRA PALA-CERCA-ORO E METAL-DETECTOR

Ma sostanzialmente, quali sono le differenze fra la ricerca in acqua con la S.D.D.D.C.
(pala traforata tipo tellinara) ed il METAL-DETECTOR ?

Che il metal-detector l'oro lo cerca, invece la Super-Drenella lo trova!!!

Ma a parte le battute, quali sono?
Vediamo:

> Consumo batterie o energia di qualsiasi tipo:
Super-Drenella ha bisogno solo di buone braccia che la smuove, ma non necessariamente grosse e muscolose, debbono essere energiche, questo sì.
Metal-Detector consuma un intero pacco di batterie in una decina di uscite,
qualche modello anche prima, gli XP in una ventina di uscite, ove le
uscite non superino le 4 o 5 ore cadauna.
Il metal-detector, quindi, non è ecologico, non è ad impatto zero!
In più se pensiamo che qualche utilizzatore, butta le batterie usate sul campo.....
> Costo dello strumento:
La S.D. ha un costo che va dai 60 Euro, sino ai 150, massimo.
Di media sui 100 Euro.
Dipende non tanto dal materiale, io intendo drenelle comunque in acciaio, ma da chi le fa.
Anche se te la fai da solo, il prezzo rimane comunque questo, fra materiale
ed attrezzatura atta allo scopo.
Il M.D. parte, invece, da un minimo di 170 Euro, sino ad arrivare a cifre iperboliche.
Ma....attenzione! I metal-detector subacquei molto di più.
Quindi in questo caso, si parte da minimo 700 Euro, per arrivare a
modelli poco conosciuti sul mercato italiano (per fortuna), ma sicuramente
molto più performanti, con costi che sfiorano i 4mila Euro!!

> Facilità d'uso: 
La S.D. non la devi neanche accendere, la metti in acqua, la trascini ove
meglio credi, e i frutti del raccolto, per forza di cose si avranno.
E' matematico, statisticamente sicuro!
Alla fine l'unica cosa da fare è sciacquarla con acqua dolce, magari gentilmente
donata dallo Stabilimento ove ti trovi, che in questo modo ti ringrazia per avergli ripulito lo specchio d'acqua prospicente da vetri e chiodi, oltre che dal fastidioso ORO.....eh..eh..eh...
Il M.D., soprattutto il modello sub, può risultare macchinoso da utilizzare, e non agevole.
Questo è un dato di fatto. Il recupero dell'oggetto è complicato, ci vorrebbero più di due braccia per poterlo usare al meglio in acqua, oppure tanta pazienza, forza di volontà,
e moltissima esperienza.
E comunque serve sempre una drenella, pur se più piccola, con costi aggiuntivi quindi.
Sarà per questi fattori che molti abbandonano la ricerca in acqua col metal-detector,
già dai primi tentativi.
Facendo la felicità di chi acquista l'usato.

> Risultati:
La S.D., l'ho detto, non può avere insuccessi di fila, la statistica è dalla sua parte:
se spazzolo in uno specchio d'acqua ove degli esseri umani si sono visti negli ultimi anni,
e lo faccio con lo schema a quadranti (che spiegherò meglio un'altra volta),
non è possibile andarsene via a mani vuote!
NO POSSIBLE!
Il M.D., ha difficoltà a coprire tutta una griglia immaginaria in acqua, salterà molti metri,
il suo piatto è piccolo, e l'elettronica ha i suoi limiti, non è detto, infatti, che
pur passando sopra una catenina o anche un anello, il tuo strumento te lo segnali!!
Anzi.
La scena muta è possibile al 70%.

> La legge:
Come dico in un precedente post pubblicato sempre in questo Blog, la Super-Drenella, rifacendosi alla Regolamentazione della ricerca delle telline, e dove essa è permessa,
ha uno straccio di regolamentazione.
Il metal-detector purtroppo no, non ha una regolamentazione.
Non è proibito l'uso espressamente, in acqua intendo, ma non è neanche permesso. 
La differenza c'è ed è importante, se lo vuoi capire.


Conclusioni:
oramai sono un ex cercatore col metal-detector, e attuale cercatore con Super-Drenella.
Con la pala traforata mi trovo meglio, è tutto più 'easy', più tranquillo, nessuno ti caccia via, nessuno ha mai da ridire, e per ora la concorrenza è poca, o nulla.
Il metal-detecor è divertente, non lo nego, altrimenti non ci avrei cercato per anni ed anni.
Ma personalmente trovo più appagante la ricerca a contatto stretto con il mare
della Super-Drenella.

A te la scelta, che magari comprenda tutte e due le opzioni.

Alla prossima.

                                                           © 2012 by "Dino Conta"

giovedì 4 ottobre 2012

TESORI RITROVATI CON COLPI DI ....FORTUNA!

UNA SERIE INCREDIBILE DI BEI COLPI DI FORTUNA.

Tesori rirovati senza metal-detector, senza Super-Drenella-di-Dino-Conta.
Qui entra in gioco la fortuna, ingrediente essenziale nella ricerca.
Eccoli:

Nel primo caso ci troviano in California, precisamente ad Oakland, dove un
gruppo di studenti, intento in una pulizia ecologica del lago cittadino, il lago Merritt, trovano per caso due sacchi di panno,
pieni zeppi di ogni ben di Dio: orologi antichi da tasca, orologi da polso, bracciali in oro, catene in argento, monete di ogni tipo, etc.


Uno dei sacchi ha impresso il nome "Wells Fargo", sì proprio quelli delle diligenze,
del Far-West!
Evidentemente questo è il bottino di un assalto alla diligenza.
E dopo qualche anno si è fatto ritrovare...magari dal pronipote di uno dei banditi..eh..eh..  
  

Questo sopra è il gruppo di studenti scopritori di questo emozionante bottino,
poi consegnato alla Polizia locale.

Ed ancora negli USA, più precisamente a Long Beach, una giovane coppia, durante lavori di ristrutturazione del loro Motel, hanno trovato un tesoretto di monete da collezione.
Ancora nella loro tipica confezione, di quelle usati dagli intenditori appassionati.


Insieme anche un anello della Marina, evidentemente del proprietario delle monete,
tutte datate XIX secolo.
Anche in questo i due giovani hanno subito chiamato la Polizia per il da
farsi, e magari riuscire a rintracciare il propietario dell'inaspettato tesoro.
Qui i due scopritori:



E finiamo in bellezza!
Questo in una famiglia di Geni, dev'essere quello più furbo:



Questo ragazzo americano, ci troviamo in Indiana ad Elkhart,
ha sentito una voce, uno spirito dice lui, che gli ordinava di scavare
nel cortile di casa.
Avrebbe trovato un tesoro, sempre secondo lo spirito.
Il ragazzo, di 25 anni, ha scavato per ben tre giorni di seguito,
 senza mai perdersi d'animo.
Sino ad arivare ad una profondità di tutto rispetto: ben tre metri.
Ma qui si è dovuto arrendere per forza, eh sì, perché il tipo si è ritrovato una valanga di fango che gli è piombata addosso, intrappolandolo per ore, e con il rischio
 serio di non uscirne più vivo!
I Pompieri hanno dovuto faticare non poco per tirarlo fuori dal buco,
che vediamo qui sotto.


Il recupero è durato ore, utilizzate addirittura delle idrovore, per poter prosciugare il pozzo scavato dall'incauto.
Inutile dire che di tesori neanche una traccia.
E che forse lo spirito se lo era bevuto, più che sentito...
Alla prossima.

© 2012 by "Dino Conta".


CHI HA PAURA DI UNA TELLINARA PER TROVARE L'ORO?

Sì, chi ha paura della SUPER-DRENELLA-DI-DINO-CONTA?

Risposta: molti!
Prima o poi doveva accadere, il vecchio trucco che si utilizza nei
Forum, ancora una volta ha funzionato.
Sono stato allontanato con una bannazione cosiddetta bianca, 
il mobbing dei Forum:
-non ti mando via, ma non ti lascio esprimere il tuo pensiero!-

Questo è quello che fanno i paladini della Democrazia....
(sarcastico, se non si fosse capito).
Cancellano discussioni al minimo pretesto, che si parli di animali
o di natura, poco importa, una scusa, anche la più abietta, va bene.
E se proprio non si riesce a cacciar via l'indesiderato che non si
piega ai loro giochi, ecco l'arma finale:
il poverino manipolato a dovere che viene e ti insulta, così, a prescindere.
Il risultato fnale premia l'insultatore e i suoi mandanti, anche
se magari solo morali:
chiusura del post, unico in Italia in cui si parla di pale per la ricerca dell'oro, bannazione da farsa dell'insultatore di turno, naturalmente omaggiato e spalleggiato dalla sua cricca, e impossibilità a continuare un discorso,
quelle delle Drenelle, che altre 4mila persone volevano ascoltare!
E questo alle spalle addirittura di chi amministra il Forum. 
Oggi è successo, ieri in altri forum pure. 
La Drenella fa paura.


La Drenella rovina gli affari del sottobosco, spesso putrido, di chi sta lì a vendere il metal di straforo, e magari manda avanti il povero semplice del villaggio di turno a dire "Ma tu vendi le Drenelle!", e giù insulti.

Non le vendo, ma se anche fosse? Mica mi debbo nascondere, nel caso.
Mica faccio concorrenza a nessuno. Lo sanno che non le vendo,
ma accusano tanto per provocare, il vecchio trucco di cui dicevo.
I giochetti tipo "Conoscete questo nuovo modello di metal?", e dopo una settimana "-Oooppps- eccolo, facciamo un test fra amici", li lascio ad altri.

Comunque è triste notare che oltre ai venditori occulti, quelli non sani,
quelli con l'anima in avanzato stato di decomposizione, ci sono come satelliti impazziti, gli amici, la cricca dei venditori occulti.
I peggiori!
Quelli che per un cappellino marcato Vattelapesca ucciderebbero l'amico di ricerca, figuriamoci
Dino Conta che gli parla di ricerca dell'oro a costo zero!!!!

Sapete come riconoscere questa gente?
Oltre all'insulto gratuito, immotivato, ad ogni post, a prescindere
da quello che si dice, se andate a vedere la lista degli utenti collegati,
stanno sempre a messaggiare privatamente!
Eh sì, sono lì che tramano nell'ombra: "Questo ha detto così...ora gli rispondiamo cosà, poi tu...etc...".
Passano la giornata a tramare, senza accorgersi che la gelosia gli sta distruggendo l'anima.


Sono stato amministratore di un Forum , che seppur di vita breve per mia scelta, ebbe successo.
Non permisi mai stanze in cui spettegolare o tramare in segreto e spesso lasciavo piena la casella della posta privata, proprio per evitare contatti in privato. Se hai qualcosa da dire, dilla pubblicamente, cazzarola.

Riepilogando: sono stato allontanato, con il mobbing dei Forum , da una cricca di insultatori, e non parlo di colui che effettivamente è stato l'esecutore, con lui amen, è fatto così di natura, e spiace.
Parlo degli 'occulti'.

Sarebbe facile per me elencare chi e cosa vendono, non è un segreto.
Il mondo del metal-detecting è piccolo.
Quello che proprio non capisco è come mai temono così tanto questa
cavolo di Drenella.
Così tanto da non dormirci la notte, così tanto da diventare
palesemente arroganti, insultanti.
Eppure basterebbe fingere di non vedermi, cambiare canale.
No, non lo possono tollerare, loro....
La crisi dev'essere tanta, e le vendite occulte, quelle fatte col messaggino privato al nuovo iscritto, non devono andare molto bene.
Neanche i finti test improvvisati fra amici.
Vabbè, c'è gente che per un gadget sarebbe disposta pure a giurare
che un metal che non vale nulla, che si rompe appena lo accendi,
è il migliore in circolazione!... E a distruggere amicizie magari solo perché qualcuno osa dire il contrario.

Questo è il mondo cercatorio baby! 

Questo è quello che bisogna affrontare pur di far conoscere una realtà cercatoria alla portata di tutti.

La Super-Drenella-Di-Dino-Conta fa paura.


Ed è buffo che a non avere paura sono gli onesti commercianti, quelli veri.
Gli incattiviti sono solo quelli che tramano, che pugnalano alle spalle.
Quelli dalle battutine al veleno con le faccine sorridenti accanto.
I vili che negli smiles trovano la facile via di fuga....."Ma io scherzavo..." Vili. 

Il lato positivo è che per temere così un motivo ci deve pur essere.
Sì, la Super-Drenella funziona, ci si trova l'oro, e solo costruendosi
una tellinara rigida.
Alla faccia di questi sepolcri imbiancati.

Tremano perchè la ricerca con la tellinara è regolamentata,
col metal-detector no!
E avanti di questo passo il metal-detector sarà vietato presto, fidatevi.

E forse sarà un bene, chissà...
Io i miei li ho venduti già da un pezzo. 

SUPER-DRENELLIZZATI!!

Alla prossima.

                                    © 2012 by "Dino Conta"


martedì 2 ottobre 2012

RECENSIONE METAL-DETECTOR SCAFANDRATI: FUNZIONANO?

Ogni tanto nel mondo cercatorio saltano fuori delle mode.

Ultimamente tocca ai metal-detector scafandrati.

Cosa sono i metal-detector scafandrati?
Sono degli strumenti nati per la ricerca su terra, quindi non subacquei,
ma che qualcuno ha deciso debbano per forza diventarlo.

Come se io comprassi un paio di sci da fondo, e decidessi di farli diventare anche da sci nautico.
Capisci subito che c'è qualcosa che non quadra.
E lo capisci pure facendo un piccolo ragionamento: ma se bastasse davvero solo mettere una scatola trasparente ed impermeabile sul box-comando
per renderlo subacqueo, non ci avrebbero pensato già le Case costruttrici?


Oppure alla Garrett sono così tonti da non sapere che il loro modello più famoso, l'ACE-250, è anche anfibio, solo se in dotazione avesse una
scatola trasparente, tipo quelle dove mettere le olive in frigorifero?

E la XP, perché non sfrutta le potenzialità del Mito in acqua?
In fondo basterebbe vendere la scatolina trasparente insieme allo
strumento, et volià, il gioco è fatto!

Be', allora te lo dico subito: questi qui non sono stupidi.
Evidentemente la cosa non è fattibile.
Mi piacerebbbe mettere qualche foto di scafandri per metal-detector, realizzati da alcuni, ma non le metterò, semplicemente perchè criticandoli non credo mi darebbero il permesso di pubblicazione.


Ma se non le avete mai viste, sappiate che si tratta di scatole in plastica, tipo queste qui sopra, di quelle che si usano per contenere viti o chiodi, oppure come contenitori per cibi. L'uovo di Colombo.
Talmente semplice da apparire quasi vero....

Non voglio mettere in dubbio la buona fede degli ideatori, tanta buona volontà sicuramente, niente di più e niente di meno.
Ed apprezzo comunque chi ci prova, tanto di cappello!
Dico solo che è incredibile che cercatori con anni di ricerca alle spalle, possano pensare sia fattibile una cosa del genere.

D'accordo sarà pure trasparente, anche se sempre di meno, ma l'acqua marina
è un elemento da prendere in considerazione, tanto e più dell'elemento terra!!
La salinità, solo per dirne una.
Trasparente e liquida, non significa inesistente!
Anche se la ricerca si fermasse ai primi metri d'acqua.

Strumenti nati per la ricerca in terra, non possono sicuramente poterlo fare anche in acqua, non è possibile.
Prova ad andare in macchina sul lago di Como allora, è la stessa cosa per te che credi a queste cose.

I contatti, la mancanza di O-ring, i fili stessi non adatti a sopportare l'aggressione salina, sono tuti fattori secondari, ma importanti.
La condensa che si formerà inevitabilmente nella scatola chiusa, durante la ricerca, farà dell'interno box una massa di ruggine entro un mese!


Ma non credo che nessuno te lo verrà a dire.
Difficile liberarsi di auto-credenze, anche se i fatti dovrebbero farti
cambiare opinione.

Piacerebbe a chiunque risolvere il problema costo di un metal-detector subacqueo, solo inserendo una scatolina sul box.
Piacerebbe prima di tutti ai costruttori di metal-detector che spendono cifre elevate per la progettazione di simili strumenti.
E c'è pure chi fra loro, dopo anni di tentativi, ancora non riesce a creare neanche un modello subacqueo, tanta può essere la difficoltà.

Ma possibile che nessuno gli abbia detto di guardare in frigo?

Alla prossima.

© 2012 by "Dino Conta"

domenica 30 settembre 2012

Eike Batista: uno di noi.


Fra i dieci uomini più ricchi del pianeta, vi è il brasiliano Eike Batista.

Mi hanno sempre incuriosito queste persone di gran successo, non tanto per i soldi che riescono ad accumulare, ma per la loro caparbietà nel raggiungere il loro obiettivo.
Secondo me, quindi, non sono da invidiare, ma da ammirare.
Due concetti differenti.


Eike Batista ho avuto il piacere di incontrarlo 2 anni fa ad una festa privata,
a Belo Horizonte in Brasile, dove mi trovavo in ferie.
Di lui mi ha colpito subito la sua semplicità e disponibilità nel parlare
 con chiunque, anche con me, distante anni luce dal suo reddito.

Parlandoci notai subito la sua abbronzatura tipica di noi cercatori: 
nuca e fronte alta bruciata dal sole.
La stessa mia abbronzatura!
La battuta fu spontanea: "Abbiamo una cosa in comune".

Batista, sorridendo, mi dice che per uno che va per campi ancora oggi a caccia
di prove dell'esistenza di ORO o minerali interessanti, la cosa è normale.
Cosa?
Uno degli uomini più ricchi del mondo, che sta costruendo dal nulla un porto in Brasile,
con annessa città, fra le opere di ingegno più spettacolari di sempre, va ancora sul campo
a caccia di ORO?
Sì, Eike Batista è un cercatore d'oro!
Non armato di metal-detector (e neanche di Super-Drenella), ma solo (per così dire)
di spirito di osservazione e tanto, tantissimo fiuto. 


La conversazione non poteva durare più di 5 minuti, l'ospite di riguardo era richiestissimo
da tutti, ed ognuno di loro più blasonato del sottoscritto.

Ma la curiosità mi stava divorando.
E chiedendo in giro, in Brasile Eike Batista è un mito vivente, cercando in Rete,
ho scoperto cose su di lui che non avrei mai sospettato.

Non posso certo scrivere qui la sua Biografia, non nello spazio ristretto di un Blog.
Ma cercherò comunque, in poche parole, di descrivere come quest'uomo sia riuscito
a vincere in un campo che ricorda più la corsa all'oro del Klondike, che altro.

Batista ha iniziato ad interessarsi all'oro, leggendo semplicemente un articolo
su una rivista brasiliana in cui si parlava delle miniere in Amazzonia.
Da ragazzo di buona famiglia quale era, ha avuto il coraggio di prendere il primo volo
ed atterrare in mezzo ai più pericolosi cercatori d'oro: i Garimpeiros.


Una volta capite le potenzialità di certe miniere, Batista ha avuto l'arguzia di non
limitarsi ad una ricerca parziale, da Garimpeiro, ma di portare la logistica tipica delle grandi miniere americane, in  mezzo alla foresta più fitta e pericolosa del  mondo: l'Amazzonia.
Aerei da trasporto, grandi macchinari, personale qualificato, e senza farsi mancare
 un piccolo ospedale da campo, la sicurezza, etc.
Iniziando da zero...o quasi.
A dirla tutta, un prestito iniziale di 500mila dollari c'è stato.
Ma questo dettaglio non fa che rafforzare l'ipotesi che queste persone hanno una
marcia in più rispetto agli altri.
Quanti di noi avrebbero osato? Quanti avrebbero chiesto tutti quei soldi per
andare a scavare in miniere, invece che farsi un mutuo per la casa? Nessuno.
La storia di Batista prosegue con altri clamorosi successi
che vi annoierei, forse, elencandoli.
Quello che vorrei ancora una volta sottolineare, come un uomo di questo tipo,
con così tanto denaro,
abbia fondato la sua fortuna sull'intuito tipico di noi cercatori, perlomeno di quelli veri.
Sulla ricerca sul campo, ancora oggi!
Sul non dare per scontata ogni cosa. Sulle emozioni, sull'essere un sognatore.
Tutte qualità tipiche di un cercatore di nascita.
Eike Batista: uno di noi.

Alla prossima.

© 2012 by "Dino Conta"

giovedì 27 settembre 2012

Squali bianchi e altri squali: pericoli in mare per noi cercatori.

Non voglio assolutamente fare dell'allarmismo, e sottolineo che sono un
amante degli animali.
Tutti!
Ma i pericoli a cui possiamo andare incontro durante una cercata,
non possono essere taciuti.

Quest'estate per ben due volte mi sono trovato faccia a faccia con
uno squaletto, mentre ero circa quindici metri dalla battigia, e
ad una profondità comunque bassa, circa 1,60 mt.
Dall'aspetto sembravano essere delle Verdesche a caccia di spigolette,
che infatti in tutti e due i casi erano nei paraggi.

Si può essere coraggiosi quanto si vuole, ma essere 'toccati' dalla pelle fredda
di uno squalo lungo circa un metro e mezzo, fa una certa impressione.
Anche perché il contatto non sembrava fortuito, ma un vero e proprio
corpo-a-corpo esplorativo.

L'acqua marrone scuro di Fregene avrà favorito questo tipo di contatto,
credo che in acque limpide lo squalo si sarebbe accontentato di una
rapida occhiata, senza farsi notare.


Debbo dire che nel dubbio sulle sue reali intenzioni, e senza aspettare
magari un assaggio esplorativo, me ne sono andato via dall'acqua,
e pure velocemente.

Sono anche un subacqueo provetto, e di squali nel blu ne ho visti tanti,
anche di enormi dimensioni (non in Italia).
Ma nel blu, cioè in acque profonde, lo squalo ti ignora, va per la sua strada.
Non spreca il suo tempo con una preda che non conosce.

In un'acqua quasi melmosa, come quella di Fregene, e a profondità quasi nulla,
non si hanno molte possibilità di fuga o di passare inosservati agli
occhi di un pesce a caccia di prede.
Magari non ti sbrana, anzi sicuramente no, ma un morso alla coscia
credo che non farebbe piacere comunque.

Se a qualcuno può sembrare assurdo parlare di squali qui in Italia,
ricordo che il nostro paese, è uno dei tre paesi al mondo dove i
famosi squali bianchi sostano per partorire!

California, Sud-Africa e Italia, esattamente fra Sicilia e Malta,
questi i tre luoghi prediletti dagli squali bianchi per mettere
al mondo i loro pargoli.

In Italia gli squali bianchi sono attratti irresistibilmente dal passaggio
dei tonni rossi, ed è per questo che hanno preso casa da noi.

E negli ultimi anni si è aggiunto un particolare agghiacciante,
di cui nessuno parla, penso per ignoranza o colpevole omissione:
il naufragio dei numerosi battelli di disperati che attraversano il Mediterraneo
per venire in Europa! 

Ci siamo abituati a sentire cifre spaventose senza batter ciglio:
150 dispersi in mare una volta; la settimana dopo altri 200, etc..
E tutti nel santuario dello squalo bianco italiano.
Dove credete che vadano a finire questi poveri resti?
Arrivateci da soli alla risposta.
Sì, è brutto dirlo ed anche pensarlo, ma è così!
E' un dato di fatto che gli avvistamenti di squali, bianchi e non,
sono decuplicati nei mari italiani negli ultimi anni.
Molti i video amatoriali, subito smentiti in maniera anche goffa da chi non
vuole allarmare i bagnanti.

D'accordo, di attacchi mortali non ve ne sono, se non uno ogni tot anni,
perlomeno ufficialmente.
Ma ignorare questo fenomeno mi sembra colpevole.

Come è curioso, perlomeno, che non ci sia praticamente nessuno
che studi questi splendidi animali, o che magari decida di trarne
un vantaggio economico, intendo turisticamente parlando.
Immaginiamoci solo un Tour per conoscere gli squali bianchi più da vicino,
magari nell'isola di Favignana, zona particolarmente cara ai nostri amici squali.
Non pensate ci andrebbe molta gente?
Io credo di sì.

Ma qui da noi in Italia si tende purtroppo a nascondere tutto sotto il tappeto, ignorando gli effetti positivi che ci sarebbero con una cultura più partecipe.

Non voglio dilungarmi su quei casi di scomparsa in mare che incredibilmente ancora oggi non vengono classificati come attacchi mortali di squali, sicuramente
per non alzare la media degli attacchi, colpevolmente e volutamente tenuta
bassa per non compromettere l'industria del Turismo
 (che invece ne guadagnerebbe con un'informazione più precisa).

Ripeto: non voglio creare allarmismo.

Riporto quella che è una realtà, una splendida realtà se fosse gestita
da persone competenti.

E ritornando al nostro mondo cercatorio (cavoli se mi sono dilungato!),
ragazzi attenzione, può capitare davvero ad ognuno di noi di ritrovarsi
accanto uno squaletto affamato mentre stiamo mescolando nel torbido
con la nostra drenella o metal-detector.
Magari avvicinatosi proprio perché gli stiamo agevolando la sua caccia
facendo scappare verso di lui le spigole o le sogliole.

Cosa fare in questi casi?
Intanto quando andate a cercare, comunicate sempre a qualcuno di fiducia
dove andrete esattamente.
Questo almeno farà ritrovare i vostri resti con più facilità...eh..eh..eh...scherzo!!!

E poi se sarete così fortunati di avere un incontro ravvicinato dello squalo tipo,
l'unica cosa da fare è: VIAAAAAAAAA........

Così, senza pudore.

Alla prossima.

© 2012 by "Dino Conta".