martedì 18 febbraio 2014

STRANI RITROVAMENTI IN SPIAGGIA...ma non con il METAL DETECTOR!

Probabilmente molti di noi cercatori, quando vanno a spazzolare in spiaggia, si portano a 
casa qualche oggetto particolare.
Magari un bastoncino lavorato dall'acqua, oppure una bottiglia di vetro dalle forme insolite.
Ma può capitare di trovare oggetti davvero curiosi ed insoliti più del normale.

Guardate questa carrellata di cose trovate in spiaggia.
Sembra incredibile, ma vi assicuro vero.



Questo enorme pupazzo LEGO, è stato trovato sulla costa di Los Angeles, negli USA.
Naturalmente non se lo è perso un bambino, ma è la curiosa trovata di un artista olandese,
che ha rilasciato sinora ben 4 di questi giganti, nei mari di mezzo mondo.
Il primo fu trovato nel 2007 in Olanda, il secondo a Brighton in Inghilterra,
il terzo in Florida.
Sarebbe davvero un ritrovamento con i fiocchi, poiché qui si parla di un oggetto valutato 
decine di migliaia di Euro!
Ma non so se nel portabagagli della mia auto ci entrerebbe...




Ai ritrovamenti strambi, gli olandesi devono esserci abituati.
Infatti, anche qui (vedi foto sopra) ci troviamo in Olanda, per la precisione a Terschelling.
Migliaia e migliaia le banane sparse sulla sabbia, cadute da una nave che le trasportava.
Personalmente non credo che le avrei raccolte, come invece hanno fatto da quelle parti.
Le banane al salmastro non sono di mio gradimento.
Invece avrei preso i tanti maglioni, e le tante scarpe Nike ritrovate sulla spiaggia, sempre di questo paesino olandese, che evidentemente si trova vicino alle grandi rotte commerciali e con una corrente favorevole allo spiaggiamento degli oggetti perduti in acqua.




Anche questo pacco di lettere d'amore, datate addirittura anni '40, sono state trovate
in riva al mare, in USA.
Vista la conservazione, poco prima di spiaggiarsi debbono essere 'uscite' da una qualche capsula del tempo che le aveva ben protette sino ai giorni nostri.
Magari un baule ermetico, rottosi in occasione di qualche uragano.
Le 57 lettere d'amore sono ancora leggibili, in una vi è scritto: "Be' caro, due settimane a partire da oggi e saremo sposati".
La signora Dorothy Farham, autrice delle missive, è stata rintracciata.
Oggi ha 91 anni ed il marito, destinatario delle lettere all'epoca, è deceduto.
La signora non ha saputo dare spiegazioni sul come sia stato possibile trovare queste lettere dopo tanti anni, ed in riva al mare.
Comunque sia, la cronaca di questo ritrovamento starebbe bene pure sul precedente 
post di questo Blog, in cui parlo delle cose ancora ben conservate, dopo anni ed anni 
di vicissitudini.
Non credete?



Se ricordate, tempo fa vi parlai delle urne cinerarie che può capitare di trovare in spiaggia.
Ma in America vanno oltre...
Questa lapide è stata rivenuta nella spiaggia di Ocean Beach, San Francisco.
E non è la prima trovata nella stessa spiaggia.
Il motivo?
Nel 1940 decisero di costruitre un molo frangi-flutti con i resti di un cimitero abbandonato 
da anni, fra cui vi erano appunto molte lapidi.
No comment.




Questo genere di ritrovamento, non è poi così tanto raro.
Già mi è capitato varie volte di trovare bottiglie di liquore, ancora intatte, mentre cerco 
in spiaggia.
Quasi sempre le lascio lì, solo una volta ho portato a casa una bottiglia di vino portoghese, 
che poi ho rivenduto su E-Bay per ben 49 Euro!

Questa bottiglia di whisky, nella foto sopra, sicuramente vale molto di più.
Ritrovata pochi mesi fa nel Galles del nord, si sa per certo essere parte del carico di una 
nave mercantile colata a picco da quelle parti nel 1904.
All'epoca furono ripescate centinaia di queste bottiglie, e naturalmente se le scolarono 
tutte subito. 
Ma ogni tanto il mare regala ancora una di queste 'perle', al fortunato di turno.




Questo coso qui sopra, sembra un Tampax, ma non lo è.
Se vi capita di vederne uno, mentre cercate in spiaggia, NON lo toccate!
E' una bomba!
Ritrovata a Miami, ma visto che ancora oggi sono in uso negli eserciti di mezzo mondo, 
le probabilità di trovarne una uguale, ci sono tutte.
Quindi, non toccatela, segnalate e circoscrivete la zona, chiamate i Carabinieri, ed attendete 
lì vicino (ma non troppo) il loro arrivo.




E ora finiamo in bellezza, con la paperella più famosa del mondo, quella della foto sopra.
Molti di voi l'hanno riconosciuta subito, e già sapranno che ben 29 mila di queste papere gialle sono cadute in mare durante una tempesta, al largo delle Cina, nel lontato 1992.
Ma molti non sanno che ancora oggi, nelle spiagge di tutto il mondo può capitare di ritrovarne.
Io sto a quota tre, ma non sono ancora sicurissimo siano proprio quelle del famoso carico.
Mi dicono di no, per via delle correnti che non dovrebbero averle portate sino alle spiagge 
di Roma.
Ma in alcuni siti esteri, invece, leggo che questo è possibile.
Il mistero ancora non si è risolto.
Nel dubbio, caso mai ne trovaste una, prendetela e portatevela a casa.

Be', cari fratelli cercatori, sono certo che questa curiosa carrellata vi ha fatto venire voglia 
di andare a cercare in spiaggia, anche quando siete senza metal-detector o Super-Drenella.
Non è così?


Alla prossima.

© 2014 by "Dino Conta"

domenica 16 febbraio 2014

Capsula del Tempo: "Oro alla Patria!" 1935, documenti scottanti e mappe del tesoro!

Come sai, caro fratello cercatore, non amo molto mostrare quello che trovo durante 
le mie ricerche.
Non ci sarebbe nulla di strano a far vedere il malloppo di Euro tirati su nella rete 
della Super-Drenella.
E nulla di strano anche nel mostrare i target recuperati con il metal-detector durante 
una gita nei boschi.
Preferisco comunque così.
Non vorrei dare false speranze a nessuno....
E lo ripeto: questo è solo un hobby, nessuno si arricchisce con il metal-detector!!

Ma nell'ultimo post ve lo avevo promesso, ed io le promesse le mantengo.
Ecco quindi la breve storia di un ritrovamento particolare, non mio comunque.
Il ritrovamento di una "capsula del tempo", interrata nei giorni frenetici della fine 
della II Guerra Mondiale.
Questa capsula del tempo è stata ritrovata da un mio amico, non tanto tempo fa, nei 
pressi di Roma, accanto ad un casolare oramai abbandonato da anni ed anni.

Ma lasciamo parlare l'autore di questo curioso ed insolito ritrovamento: Ettore, sporadico amico di cercate.

"Dino, come sai si tratta di un ritrovamento che parlando in soldoni, non è che sia 
nulla di trascendentale. 
E chiarisco subito che è stato pure da me segnalato alle Autorità competenti, che 
ne hanno preso atto.
L'importanza di questo ritrovamento è sicuramente la storia che ci gira intorno, immaginarsi cioè cosa ha spinto una, o più persone, a nascondere sotto quasi mezzo 
metro di terra, degli oggetti che comunque non avevano un valore intrinseco.
Ad eccezione di alcune antiche mappe del tesoro che, come sai, sono in corso di 
verifica da parte di esperti.

Ma andiamo per ordine.
Quel giorno saremmo dovuto andare insieme a cercare, ma tu all'ultimo momento hai deciso di andartene per conto tuo in spiaggia con la tua benedetta Super-Drenella.
Io, invece sono andato a cercare nei dintorni di un casolare che vedo ogni volta che 
torno a casa.
Sono anni che mi ripropongo di andarci, ma poi ci avevo sempre rinunciato pensandolo un posto già strabattuto da altri cercatori, proprio per il fatto che è di facile accessibilità.
Ma visto che non avevo molta voglia di fare tanti chilometri, quella domenica mi sono finalmente deciso a fare una cercatina nei dintorni di questa grande casa di campagna.

Ho iniziato subito a spazzolare accanto a degli alberi di ulivo.
La sorpresa è stata già grande quando in meno di mezz'ora sono uscite ben 5 devozionali!
Mi dicevo "ma allora il posto è ancora vergine!!".
Evidentemente tutti davano per scontato che altri ci avessero già cercato, ed invece 
non era così.
Alla fine della quarta ora di ricerca, il bottino era interessante: un totale di 8 devozionali 
e ben 11 Spighe.
Per non parlare dei tantissimi bossoli, e fibbie di zaini della II Guerra Mondiale, e dei molteplici attrezzi da contadino, quali roncole, falcetti, etc...

Decido di spostarmi vicino a quello che sembrava essere il capanno degli attrezzi.
Qui solo robaccia: latte e lattine di ogni tipo ed epoca.
Sto andandomene, perché le mie orecchie non sopporterebbero più un altro suono forte da lattina interrata.
Quando oscillando stancamente e senza convinzione la piastra del mio Soverign GT, 
sento un suono molto deciso.
Un segnale che non identifico come 'latta', ma immagino a qualcosa di grande ed interessante, magari un elmetto.

La sera prima, come sai, avevamo parlato dei cercatori di Militaria, e come facciano 
a capire se un segnale corrisponda ad un elmo, oppure a del ferraccio qualsiasi. 
E tu, caro Dino, mi ripetesti la frase fra le più storiche della ricerca: "Nel dubbio, scava!".
Ed io, nel dubbio, ho scavato. 
E più scavavo, più ero convinto di stare per tirar fuori un elmo.
Ed invece, dopo uno scavo non certo facile, vista la profondità di quasi 50 centimetri (misurati con la mia zappetta), ecco spuntar fuori un barattolone di vetro molto grande, 
di quelli con chiusura ermetica, quelli che si usavano una volta per conservare i cibi.
Piccole radici oscurano la vista del contenuto, ma io sono già comunque felice di aver recuperato un barattolo di vetro ancora intatto, seppur non antico.
Una volta fuori dal buco, prendo la bottiglia d'acqua che porto sempre con me, e la verso quasi completamente sul vaso di vetro.
Troppa la curiosità di capire cosa c'è all'interno, e comunque non voglio aprirlo subito senza prima capire che non si tratti di nulla di pericoloso, come veleni, o cose del genere.
In fondo sono vicino ad un capanno agricolo, ed il rischio che all'interno ci siano concimi velenosi, non è poi così remoto.
Appena il contenitore comincia a diventare trasparente, vedo nel fondo un ammasso di medaglie con catena, in oro!! 
Quasi piango dall'emozione, e comincio a saltellare come un mezzo matto.
Sopra le medaglie si intravedono altri monili stile Fascio Littorio, delle foto, 
e degli incartamenti.
Sopra questi fogli, vi è una scatolina di latta poggiata sopra.

Passata l'euforia cerco di fare mente locale e continuo a scrutare il contenuto del vaso 
di vetro, senza aprirlo, poiché nei primi tentativi quasi finivo per romperlo.
Decido quindi di scandagliare ancora un poco nei dintorni, senza incontrare altro,
richiudo per bene il buco, e me ne torno a casa.

Una volta ritornato a casa, sei la prima persona a cui telefono, ma non rispondi...
Aiutato da mia madre, metto il vaso con chiusura ermetica in acqua, senza però farla arrivare sino all'apertura, per timore che possa entrare.
Piano piano, aiutato da abbondante sapone per piatti, il vaso comincia a schiudersi.
Lo tolgo dall'acqua, e lo apro del tutto.

Per prima tiro fuori la scatolina di latta, ancora quasi del tutto integra, ed all'interno scopro un orologio da polso da uomo a carica manuale, non funzionate e un po' arrugginito in alcune parti.
Subito sotto dei plichi più grandi di una busta da lettera, in carta oliata con all'interno altre buste contenenti dei documenti.
Di questi documenti non posso specificarne i contenuti, perché come sai sono al vaglio 
di esperti.
Mentre la cosa interessante, dal nostro punto di vista cercatorio, sono 3 piccoli fogli, 
come fossero stati strappati da un antichissimo taccuino, in cui sopra vengono riportate delle coordinate per il ritrovamento di tesori nascosti, tutti nel Lazio.
Di difficile interpretazione, sia per la maniera come sono scritti, e sia perché molti toponimi non sembrano corrispondere a nulla di oggi esistente.

Sotto, ancora, documenti ed alcune foto.
Ed alla fine spunta fuori questo ammasso giallo di medaglie e catene, che purtroppo immediatamente capisco non essere oro, bensì ottone.
Decine e decine di medaglie con catene, molte rovinate dalla ruggine, ma altrettante quasi del tutto intatte!
Ed alcune fedi in ottone ed altro materiale di color chiaro.
Altri -pochi- monili, che presumo essere dei ciondoli (ma non ne sono sicuro), 
scoprirò più tardi essere in bronzo e argento.

Il giorno dopo, anche su consiglio tuo e di mia madre, decido di portare il tutto a 
chi di dovere, e dopo che hanno fatto delle foto e fotocopiato i documenti, mi viene 
tutto restituito, con la richiesta di custodire diligentemente, in attesa di ulteriori 
sviluppi eventuali.
Questo è tutto caro Dino, il resto puoi pure dirlo tu, che le cose le sai bene".

Ringrazio Ettore per il resoconto.
E specifico cosa effettivamente è saltato fuori da questa "capsula del tempo".
Le medaglie, dopo circa un mese di e-mail inviate a destra e a sinistra, sono risultate 
in maniera incontrovertibile essere quelle che accompagnavano le fedi "Oro alla Patria" 
nella cerimonia avvenuta nell'Altare della Patria in Roma, nel lontano 1935.
Solo in questa cerimonia, non in altre, avvenute in altri luoghi d'Italia.
Difatti, le fedi sono proprio quelle, e la catena ha anche un moschettone in cui si collocava la stessa fede nell'atto della consegna agli italiani che donavano il loro oro 
al paese.
Il materiale è ottone.
Le fedi numericamente di molto inferiori rispetto alle catene con medaglia.
Ma vediamo le foto, che spiegano meglio di tante parole.



Notare come si sono ben conservate, molte di esse.
Incredibile se pensiamo che stavano sotto terra da circa 70 anni.
Difatti, grazie ad un documento all'interno della capsula del tempo, si è compreso 
con esattezza che la data dell'interramento risale al 1943.
Senza dimenticare che gli oggetti stessi furono prodotti prima del 1943, cioè 
nel 1935.



Qui sopra in foto, i due tipi di fedi ritrovati all'interno della capsula: una in ottone, 
l'altra sembra essere in ferro.

Alcune di queste medaglie si trovano oggi già in vari musei del mondo.
Una donazione fatta dal mio amico per ringraziare i vari esperti che hanno contribuito 
al riconoscimento degli oggetti e dei documenti.

Le foto ritrovate sembrano raffigurare il nucleo famigliare che abitava in quel casolare, che si è scoperto essere stato abbandonato proprio alla fine della II Guerra  Mondiale.

E le mappe del tesoro (di cui a dir la verità stanno girando pure delle fotocopie!!), 
non hanno finora dato riscontri.
Questo perché non se ne viene  a capo addirittura di certe frasi, scritte in un italiano sconosciuto ed incomprensibile.
E va anche detto che i nascondigli si riferiscono a fontanili in mezzo a paesi, per esempio. 



(in foto: immagine presa in Rete)

Quindi, dopo tutti questi anni, anzi, secoli sembra, di certo il fontanile del paese non ci sarà più, ed al suo posto ci saranno delle palazzine.
Dopo un'iniziale euforia per queste mappe, quindi, diciamo che il realismo sta prendendo il sopravvento.

Interessante, naturalmente, è capire perché queste cose siano state nascoste sotto terra.
Credo sia plausibile che gli oggetti raffiguranti Benito Mussolini potessero essere troppo scottanti verso la fine del conflitto, e che il proprietario li riteneva comunque così importanti, da non volerli del tutto distruggere, e li avrà nascosti magari pensando ad 
un recupero postumo.




Stessa cosa vale per i documenti.
Non comprendo il motivo per cui sia stato messo pure un orologio, che era del tutto evidente si sarebbe deteriorato in fretta. 
Anzi, forse proprio l'orologio fa propendere più ad un interramento del tipo "capsula del tempo", piuttosto che un interramento di un piccolo tesoro.
Cioè, chi ha messo quelle cose nel vaso e poi sotto terra, sapeva bene di non poterle 
o volerle più recuperare, ed ha inserito ciò che non voleva più avere fra le mani, per 
vari motivi.

Di certo, non vi erano oggetti d'oro, niente di valore, se non i pochissimi ciondoli 
in argento, i Fasci Littori, quindi di "tesoro" non possiamo parlare, anche se questi ultimi oggetti sembrano essere molto rari (erano destinati a Gerarchi e personaggi in vista dell'epoca).



Mi sono davvero dilungato tanto, anzi, avrei voluto dire di più.
Ma in pratica sto scrivendo un libro, più che un post.
Magari se vedo molto interesse su questo post, scriverò dell'altro. 
Oppure se ci saranno sviluppi interessanti in questa vicenda, che ricordo essere 
del tutto cristallina e seguita da varie persone, ve lo comunicherò.

Nel post metto solo foto della medaglie con catena, non altro poiché 
non mi è stato permesso.
E lo capisco.
Ringrazio ancora, e di cuore, il mio amico Ettore per il suo contributo.

Alla prossima.

© 2014 by "Dino Conta"

martedì 11 febbraio 2014

Autenticità dei reperti di MILITARIA. Tutto quello che devi sapere!

Probabilmente pensate che io sia un super-esperto di cimeli dell II Guerra Mondiale.
Altrimenti non mi spiego perché il buon 35% delle mail che mi arrivano, riguardino 
richieste di valutazioni e soprattutto sapere se un tal oggetto è autentico o no.

D'accordo da piccolino, come ho già ricordato, passavo le mie giornate a tirar fuori dal terreno i resti della battaglia di Anzio e Nettuno.
E recentemente mi sono interessato in maniera scrupolosa ai totenkopfring, a cui ho dedicato un post in questo Blog, divenuto molto popolare.

Ma direi che sono più interessato alla storia ed ai personaggi che vi hanno partecipato, piuttosto che agli oggetti.
Comunque, in effetti qualcosa penso di poterla condividere con voi, in particolare quello che mi sembra sia di maggior interesse: come capire se un oggetto è autentico.

Fattore primario è l'esperienza.
Se non avete mai visto un tal oggetto, se non avete mai frequentato i mercatini 
ed i vari musei, se un dato oggetto non lo maneggiate e non lo toccate, difficilmente 
quando vi capiterà l'occasione di incontrarne uno per la prima volta, riuscirete a capire 
se una medaglia è autentica, se un anello è recente, oppure risale sul serio alla 
Seconda Guerra Mondiale.
Se manca il fattore esperienza, potreste cadere facilmente vittima dei tanti truffatori 
che popolano questo mondo della Militaria.

Solo pochi giorni fa ho visto in un mercatino domenicale di quartiere, qui a Roma, un anello indiano (dell'India) con il simbolo induista della svastica, spacciato allegramente 
per un anello Nazista!

Come penso sappiate tutti degli elmetti tedeschi riprodotti oggi nei paesi dell'Est e proposti come originali.
Quindi, massima attenzione, e penso sia d'obbligo fare acquisti da persone in qualche maniera rintracciabili in un futuro.
Se ho speso pochi Euro per un oggetto poi rivelatosi falso, posso pure far finta di nulla, 
ma se ne ho spesi diverse centinaia magari per lo spadino da ufficiale nazista con manico d'avorio (visto di recente), voglio esser sicuro di poter rintracciare il venditore 
anche fra qualche anno, se non sono sicurissimo dell'originalità. 

Per pezzi importanti, quindi, direi che è d'obbligo rivolgersi a Case d'Aste, o rivenditori con una certa reputazione.
Una buona reputazione.
Ma questi sono consigli direi abbastanza scontati.
Anche se molti non ci pensano.

Vorrei invece parlare, e lo vedo dalle mail che mi scrivete, della diffusa paranoia 
che vi assale quando avete a che fare con questi oggetti.
Molti di voi partono dal principio che tutto sia falso.
Se poi l'oggetto è in buone condizioni, parte in automatico l'equazione "oggetto
in buono stato uguale falso!".
No, non è così, non sempre perlomeno.

A molti sfugge che di certi oggetti ne sono stati prodotti migliaia di esemplari, 
o addirittura milioni!
Fortunatamente per i collezionisti, molti oggetti subito dopo la fine della guerra, 
vennero trasformati e riciclati.
Per fortuna perché meno ce ne sono e meglio è, hanno più valore se c'è scarsità di reperimento.

Ma tantissimi altri oggetti sono sfuggiti alle grinfie dei riciclatori dell'epoca, e capita che saltino fuori in periodi diversi, alimentando così il mercato della Militaria.
Capitano più di quanto pensiate queste cose: caserme con furerie ancora chiuse dalla 
II Guerra Mondiale; cavità artificiali con all'interno migliaia di elmi ancora integri; 
stanze murate alla svelta nei giorni della disfatta.
Ne avrei da raccontarvi...

E poi, naturalmente, vi sono i casi dei veri e propri ritrovamenti nei terreni.
L'ex Unione Sovietica, in questo senso, è una miniera a cielo -quasi- aperto!
Una discutibile miniera, direi indegna!
I milioni e milioni di soldati caduti in battaglia da quelle parti alimentano oggi il mercato floridissimo della vendita dei reperti di oggetti legati in qualche modo a quel periodo.

Bisogna notare due fattori importanti: il primo è che ai soldati tedeschi caduti in 
battaglia nella ex Unione Sovietica, non fu data sepoltura!
Volutamente.
Pochi conoscono questo particolare, ma è proprio così, ed è per questo che è così comune, da quelle parti, trovare resti di soldati con annessi oggetti e divise.
Il secondo fattore è che non è affatto vero che non si possano trovare anche in questo contesto degli oggetti conservati bene, o addirittura benissimo.
La peculiarità di certi terreni, scarsamente acidi, in molti casi ha permesso la conservazione di molti reperti a livelli quassi incredibili.

Quindi, se vi capita di trovare da qualche parte una medaglia Nazi, molto ben conservata, non è detto che sia per forza una riproduzione.

Comunque, in ogni caso, vale questa regola aurea: il gioco vale la candela?
Cioè, se un tizio vende una medaglia per pochi Euro, a meno che non ne abbia fatte false a migliaia ed immesse tutte sul mercato (ma si verrebbe a sapere!), 
non credo che si metta a riprodurre una medaglia solo per poche centinaia di Euro.
Più facile invece che si riproducano, spacciandoli per veri, elmi dal valore sicuramente 
più interessante.

Poi, bisogna pure ricordare che spesso chi vende un oggetto falso lo fa in buona fede.
Quanti migliaia di film sulla II Guerra Mondiale sono stati prodotti sino ad oggi?
E quanti migliaia di elmetti saranno serviti per ogni film?
Pensate che stiano tutti chiusi in qualche capannone aspettando il prossimo film?
No, molti hanno preso il volo già da tempo, e sono stati immessi nel mercato 
della Militaria.
E tanti di questi gusci furono fatti subito dopo la fine della guerra, quindi hanno assunto quella patina di vecchio che ne potrebbe avvalorare l'autenticità...che non c'è.

Insomma, le situazioni, gli oggetti, vanno esaminati caso per caso.
Senza esagerare con la diffidenza, ma neanche facendosi raggirare.

Ancora, ricordiamo le cosiddette 'capsule del tempo', piccoli contenitori, o cassette, 
o quello che volete voi, in cui venivano rinchiuse delle cose, magari attendendo tempi migliori per recuperarle.
Oppure, le capsule del tempo, non volute, fortuite.

In ogni caso, non tesori con soldi o gioielli (altrimenti parleremmo di 'tesoro'), 
ma contenitori con oggetti che anche all'epoca non avevano così tanto valore, 
se non quello affettivo.

Tempo fa un mio fortunato amico ne ha trovata una di queste capsule del tempo.
Vicino ad vecchio casolare abbandonato, nei dintorni di Roma.
All'interno documenti, e ben tre mappe del tesoro, ancora in corso di verifica.
Ed ancora: decine e decine di medaglie con catena con l'effige di Benito Mussolini.
Non d'oro -purtroppo- ma in ottone. E qualche ciondolo, o presunto tale, 
in bronzo e altri in argento, raffiguranti il Fascio Littorio, simbolo tipico dell'epoca.
Ho aiutato questo mio amico a saperne di più su queste medaglie, ed abbiamo scoperto, grazie a degli esperti di Militaria di quel periodo, che si tratta delle 
famose medaglie "Oro alla Patria" del lontanissimo 1935!!
Il Fascio Littorio è addirittura un oggetto creato appositamente per una famosa Mostra 
svoltasi a Roma alla metà degli anni '30.
Ma su questo oggetto dovrò informarmi di più, 
perché vedo troppo interesse da parte dei collezionisti interpellati.
Molti di questi oggetti sono ancora ben conservati.
Eppure hanno ben 79 anni.
E, presumibilmente, sono stati interrati nei turbolenti giorni della fine della guerra, 
magari col timore che venissero scoperti dai nemici.
Oppure semplicemente perché per della povera gente, quello era il loro tesoro, 
anche se in ottone.

La deteriorabilità degli oggetti, anche interrati, non è quindi obbligatoria.
Allora, cari cercatori, non pensiamo subito al peggio in presenza di un cimelio ancora 
in ottimo stato. 
D'accordo una certa diffidenza ci protegge dall'inganno.
Ma troppa non ci permette di approfittare di una buona occasione di prendere un
cimelio interessante.

Ma  poi lo dico proprio a voi?
Ma non vi è mai capitato di trovare una devozionale ben datata ancora integra, che sembra caduta lì da appena qualche giorno?

Riguardo la capsula del tempo ritrovata dal mio amico, vi prometto che ci tornerò 
nel prossimo post.
Oramai mi sono dilungato troppo.

Ora insieme guardiamo queste foto.
Mostrano reperti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, ancora in relative 
buone condizioni.
Giusto per avvalorare i fatti di cui abbiamo parlato qui ora.
Incredibile, ma veri!



Questa qui sopra, è una zampa di piccione viaggiatore utilizzato per scambi di 
messaggi dai Servizi Segreti di sua Maestà la regina d'Inghilterra.
Ritrovata da poco dentro un cammino inglese in cui era rimasta indisturbata per 
tutto questo tempo.
Notare ancora lo stato di conservazione.



Qui sopra invece, questa bella ragazza scozzese osserva un ammasso di lardo, risalente 
ad un naufragio avvenuto durante la II G.M. al largo della Scozia.
Il barile si è disintegrato negli anni, ma il lardo, nonostante gli 80 anni passati in mare, 
sta ancora tutto lì e con la stessa forma che gli ha conferito il barile.
Incredibile!






Questa foto sopra è sicuramente più toccante.
Sono le sepolture di fortuna (per così dire..) di soldati giapponesi caduti nella giungla pluviale di Papua Nuova Guinea.
Ritrovati solo nel 2010.
In tutti questi anni di piogge incessanti, di animali che passavano da quella parti, alberi che cadevano, sole, etc.., questi elmetti sono rimasti esattamente nel posto ove erano stati messi nel giorno della sepoltura di questi ragazzi, cioè sopra i bastoncini di legno che segnalavano la presenza delle tombe.
Ancora lì, senza mai cadere, e se vogliamo ancora incredibilmente non del tutto distrutti.
Impressionante.

Quindi, per finire, non dovremmo meravigliarci di trovare qualche pezzo del passato
non del tutto deteriorato.
Cerchiamo invece di ricostruirne il percorso a ritroso: da dove viene, chi lo aveva, etc..

Ma una raccomandazione: NON alimentate il vergognoso mercato dei cimeli dei caduti 
in battaglia, acquistandoli da provenienza ex paesi dell'Est.
Vengono recuperati dai corpi di quei poveri ragazzi, senza rispetto alcuno.
Senza vergogna.
Vuoi essere un collezionista appassionato di storia, o vuoi fare il beccamorto?

Alla prossima.


© 2014 by "Dino Conta"


sabato 8 febbraio 2014

Xp Adventis-2 vs. XP Deus 3.2 vs. Super-Drenella: il confronto durante la ricerca di ORO in spiaggia!

Ti fideresti di un cagnolino che scodinzola quando gli porgono l'osso?
No che non lo faresti.

Quando decido di parlarti della validità o meno di un metal-detector, o di un altro tipo 
di strumento per la ricerca di oro in mare, aspettati da me solo giudizi su quelli che 
ho potuto provare.
Miei strumenti che ho pagato e di cui non subisco nessun condizionamento psicologico.
E solo quelli che ho testato a lungo e di cui posso verificarne il funzionamento in 
svariate condizioni.

Non aspettarti, invece, termini tecnici e spiegazioni da elettrotecnico.
Come quando vai in un ristorante dove si mangia bene, te ne freghi di come cucinano, 
di entrare nei dettagli di una pietanza, così immagino te ne fregherai altamente di quanti fili puoi trovare nel box o nella piastra di un certo metal-detector.

Probabilmente sei impaziente, hai già capito che il piatto forte di oggi è un test.
E bravo il mio cercatore, eccolo il test che ti avevo promesso.
O meglio: il confronto.
Un banale e semplice e confronto, o chiamale se vuoi 'le mie impressioni'.

CONFRONTO fra XP DEUS 3.2  vs. XP ADVENTIS-2  vs.  Super-Drenella-di-Dino-Conta.

Il contesto è quello della spiaggia: a caccia d'oro!

Vorresti subito sapere chi è il vincitore, o la vincitrice.
Fra un attimo saprai "The winner is....".
Andiamo al sodo.




Il Deus 3.2, nonostante lo abbia usato spesso nella modalità a me congeniale, cioè il programma Mito-II, stenta a decollare.
Triste dirlo, e probabile che qualcuno penserà che ancora non lo sappia usare al meglio.
Sì, certo, le modalità avanzate le uso poco, ma è un bene per un confronto, altrimenti dovrei fare il confronto fra Desu con modalità avanzata così impostata, e Deus con modalità avanzata in quest'altra maniera, e via dicendo.
Quindi mi sono limitato ad esaminare il Deus in modalità Mito-II e Battigia 1 e 2.

In ognuna di queste tre modalità,il Deus sembra bloccare le sue potenzialità di fronte 
alla sabbia ostica dell'inverno, che come sai (e se non lo sai te lo dico) è ben più 'difficile' della sabbia estiva.
La sabbia d'inverno, oltre ad essere bagnata quasi costantemente, è pure una sabbia portata dal vento forte e quindi molti microscopici minerali si accumulano proprio nei settori di nostro interesse: quelli a ridosso della battigia.
Quindi è una sabbia più instabile e mineralizzata oltremodo.

In pratica è lo stesso identico effetto che si ha quando si cerca in un bosco zuppo 
d'acqua piovana.
Uno di quei boschi in cui l'acqua non riesce a defluire del tutto e rimane imprigionata 
sotto i primi centimetri di terra, ingannando molti cercatori inesperti che credono 
ancora che sempre e comunque col bagnato si cerchi meglio.
Non è così!!

Il Deus, come dicevo, si è rivelato sofferente, molto più del Mito-II vero e proprio.
E questo non  me lo aspettavo!

Ti ho appena detto che il bosco che non drena bene è impossibile per noi cercatori.
Ed anche la spiaggia può avere lo stesso tipo di problematica.
In inverno naturalmente.

Ora, non voglio scendere nei minimi particolari, perché se continuo con le spiegazioni 
-e siamo solo al primo strumento esaminato- fra pochi minuti cambi canale.
Quindi, in breve, il Deus non soddisfa al 100% le mie aspettative in un contesto di 
sabbia invernale.

Per non dire nelle ricerca sulla battigia!
Qui davvero diventa un po' penosetto.
Ma debbo pure dire che in questo ultimo caso, ci sta che non abbia appreso la tecnica 
in maniera ottimale.
D'altronde le spiegazioni del manualetto sono insufficienti, ed i pochi video ben fatti 
che si possono trovare in Rete, non sono in italiano.

E l'Adventis-2, anche lui soffre l'effetto sabbia-bagnata-invernale??
Anche lui è un XP, ma nonostante sia nato -così perlomeno dicono quasi tutti- per la ricerca di Militaria, esso si distingue per le sue buone prestazioni in questo contesto 
oggi esaminato.
Anzi, direi che nel contesto invernale l'Adventis-2 fa dei bei numeri!!
Così tanto belli, che ho deciso di usarlo al posto del Deus, quando vado a cercare 
in spiaggia.

Ma, dirai, il Deus si può 'trasformare' anche in Adventis!!
Sì, certo, lo so.
Ma anche qui non sembra avere le stesse prestazioni dell'originale, per così dire.
Sembra meno potente, e sfonda meno, alla resa dei conti.
Li ho provati con target ancora non rilevati, con ricerca 'al buio', senza sapere a cosa andavo incontro scavando.
E li ho provati avendo poco prima insabbiato delle monete Euro.
In tutti e due i casi, l'Adventis-2 vince alla grande.
Il Deus modalità frequenza 4, non dava gli stessi risultati.
A volte, addirittura, non sentiva i 2 Euro ossidati, neanche a 5 centimetri, 
evidentemente scambiandoli per ferro (discriminazione a 5)...
O forse -ed è peggio-, scambiandoli per mineralizzazione della sabbia stessa.
L'Adventis-2, invece, in questo caso ci va a nozze: è strage!(modalità All-Metal)

Insomma, 1 a 0 per l' XP Adventis.




E la Super-Drenella?
La Super Drenella nella sabbia asciutta diventa come quando uno si fa il bagno col cappotto!
Non posso negarlo che è un tipo di ricerca tosta.
Invece, nella ricerca appena poco in acqua, non ha concorrenti, niente Deus e niente Adventis, e niente altri modelli di metal-detector.

La ricerca meccanica, se così posso dire, vince sicuramente sulla ricerca elettronica, troppo soggetta a variazioni ed umori dell'operatore e dello strumento stesso.
Ma soprattutto troppo variabile il terreno (la spiaggia) che addirittura risente di qualsiasi cambiamento climatico, come sai.

La Super-Drenella è una trita-tutto che se ne frega di ogni variabile umana e non, 
e zitta zitta TROVA!
Può sembrare una battuta, ma davvero mentre gli altri cercano, la SUPER-DRENELLA trova! 

Credimi, caro fratello cercatore, non pensare che perché ho messo in vendita una 
Super-Drenella da novanta Euro pochi giorni fa (che ancora sta qui..), dica questo 
per fini commerciali.
Non mi sputtano per così poco, anche perché dei già 18 cercatori che mi hanno contattato interessati alla Super-Drenella, a nessuno di loro ho detto di prendere la mia in vendita, ma di farsela da soli, o farsela fare nei loro paesi (nessuno era di Roma).

Detto questo, The Winner is: SUPER-DRENELLA-DI-DINO-CONTA!

Fra i due metal-detector presi in considerazione, il vincitore è SICURAMENTE l'Adventis-2, impostato in ALL-METAL.
E ti ho detto tanto...

Il Deus 3.2 spero mi facci ricredere, finora lo ha fatto -e neanche sempre- in contesto diverso, non in spiaggia.
Non lo sto criticando troppo, sono abbastanza felice di averlo.
Ma pensavo fosse forte sempre ed ovunque.
Non è proprio così.

Alla prossima.


© 2014 by "Dino Conta"

martedì 4 febbraio 2014

Nuovi video della Minelab.

L'australiana Minelab, come avrete certamente capito, ce la sta mettendo proprio tutta per accaparrarsi una bella fetta di mercato nel settore hobbistico del metal-detecting.

Si è accorta cioè -magari con un pochettino di ritardo- che di probabili clienti hobbisti
ve ne potrebbero essere qualche miliardo, in giro per il mondo.
Mentre di professionisti cercatori di minerali, alla fin fine, ce ne sono pochini.

Si spiega così anche un certo impegno pubblicitario, con la palese evidenza di far 
apparire questo nostro hobby, non come qualcosa per sfigati della domenica, ma 
un qualcosa che rende cool agli occhi delle ragazze.
E chissene pure dei target ritrovati, l'importante è lo status del macho, che non 
deve chiedere mai...

Questo video, a cui appunto mi sto riferendo, a me è piaciuto.
Lo trovo giovane e simpatico. 
Forse troppo poco diretto per alcuni, un po' cerebrale, se vogliamo.
Comunque, trovo azzeccata pure l'idea delle piastre che suonano, perché è 
giusto ricordarlo, il suono dei Minelab non lo batte nessuno: è il migliore in assoluto 
fra tutti i metal-detector.
Inconfondibile e scampanellante: musica per le nostre orecchie.
Ecco il video:




P.s.: il "vecchio" cercatore in pratica sono io: stessi pantaloni e stessi stivali....
Mi devo aggiornare.


Un altro video, sempre della Minelab, mette in guardia il consumatore finale
a non acquistare dei metal-detector falsi, quelli Made in China.
Mostra quali accorgimenti anti-falsificazione si sono presi e come verificarli.

Secondo me questa volta si sono dati la zappa sui piedi.
Il cliente finale spesso potrebbe non essere a conoscenza di questi metal scopiazzati 
dai cinesi.
Mettendogli la pulce nell'orecchio di sicuro andrà ad informarsi e scoprirà che un 
GPX5000 potrebbe pagarlo solo un terzo, rispetto al prezzo dell'originale australiano.

Avrebbero potuto combattere questo fenomeno della falsificazione, della copiatura di prodotti, in un'altra maniera, senza coinvolgere direttamente il cliente.

In un periodo di crisi mondiale come questo, la gente chiude gli occhi e si tappa il 
naso anche solo per cento Euro, figuriamoci per qualche migliaio...
Insomma, informazioni utili sul dove andare a comprarsi un metal-detector senza 
spendere uno sproposito.
Un auto-gol clamoroso!

Ecco il video, in portoghese:



Non metterò gli indirizzi dei siti web cinesi dove trovare questi metal-detector per furboni.
E mi auguro che nessuno faccia acquisti del genere.
Sarebbe la morte dell'ingegno umano, quello della falsificazione dei prodotti è un 
peccato mortale contro l'Umanità!

Alla prossima.


© 2014 by "Dino Conta"